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10 novembre 2015

La musica meravigliosa di Dio



Poiché sono profondamente convinto che l’arte non sia soltanto un diletto piacevole dell’uomo quanto più profondamente una dimensione dell’anima umana ineludibile, capace di svelare qualcosa di profondo sul mistero del nostro essere, ho deciso di raccontare la mia vocazione utilizzando la suggestiva metafora della musica.

In particolare c’è un brano che in un qualche modo tratteggia le tappe esistenziali del mio cammino vocazionale e della mia vita spirituale.
Nella mia vita in tanti modi e in tante esperienze ho sempre cercato Dio, quella verità profonda che da sempre mi attirava con i suoi “lacci d’amore” e alla quale volevo donarmi, senza sapere però in che modo.
 
«Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al
Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel
terremoto. 12 Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio
di un vento leggero. 13 Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della
caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: «Che fai qui, Elia?». 14 Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il
Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari,
hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita». (1Re 19, 11-14).


Ebbene, è stato proprio così: mi sono buttato in tante situazioni, in tanti luoghi dove pensavo di realizzare la mia gioia, in tanti spazi assordanti che il mondo propone e dove pensavo di poter incontrare Dio, di poter finalmente comprendere quella verità profonda che mi interrogava.
Insomma, volevo cercare Dio e poterlo trovare nei grandi divertimenti ed entusiasmi effimeri del mondo!
Invece Dio si è manifestato nella mia vita come una voce sottile, come quel “vento leggero” difficile da cogliere se non nell’assordante silenzio interiore.
A mio parere questa voce inaspettata che sussurra alla porta del nostro cuore viene descritta bene all’inizio del Primo movimento del Piano concerto n. 3 di S. Prokof’ev dove si sente, quasi da lontano, il suono dolce e nostalgico di un clarinetto che emerge timido nella notte oscura dell’anima assetata di infinito.
 

E pian piano questa unica voce cresce e si unisce ad una sinfonia di voci!
Così è successo nella mia vita: Dio ha sussurrato delicatamente al mio cuore e quando io gli ho aperto Lui si è manifestato come una grande sinfonia di suoni in perfetta armonia tra di loro. Che meraviglia la musica di Dio!
Il Signore in tutti i modi, facendomi assaporare la bellezza del suo Piano-concerto che aveva preparato per me fin dalla fondazione del mondo, cercava di attirarmi a sé; ma io facevo resistenza. Ero ancora restio ad abbandonarmi totalmente a Lui.
Lui mi coinvolgeva e io cercavo di evadere da questo coinvolgimento travolgente, forse per la paura di perdermi in questo oceano di armonia e di pace.
A volte succede che Dio cerca in tutti i modi di attirarci a sé perché sa bene che solo in Lui possiamo trovare la gioia che cerchiamo; ma noi siamo testardi e difficilmente accettiamo di rinunciare alla nostra volontà per sposare il suo disegno d’amore.
Ed ecco che inizia il frenetico rincorrersi tra Dio e l’uomo, tra l’eterno e il finito.
Nel Piano-concerto l’uomo è rappresentato dal pianoforte e Dio dall’orchestra.
 

In questa corsa d’amore l’uomo cerca in tutti i modi di svincolarsi e di sfuggire alla mano consolante di Dio che irrompe nella sua vita in modo decisivo.
Il cuore dell’uomo si dimostra capriccioso ed egoista, desideroso solo di soddisfare i propri bisognisenza andare oltre il proprio orizzonte segnato dal limite, senza voler andare oltre il contingente.
E più il Signore propone la sua armonia di pace, più l’uomo, preso dalla propria volontà, distorce questa armonia divina opponendo ad essa la sua interiorità frammentata e dissonante.
In questa “battaglia” Dio rischia di essere visto come un padrone dispotico che arbitrariamente si prende gioco di noi, come fossimo i suoi burattini quando invece, al contrario, vuole liberarci da tutti quei falsi idoli che noi stessi ci costruiamo, fabbricandoci anche una falsa immagine di Dio.
Ebbene, questa lotta tra me e Dio continuava imperterrita, colpo su colpo, fin quando un bel giorno, esausto ed insoddisfatto, la mia volontà si arrese alla sua, accettando di perdermi in quell’abisso d’amore.
Improvvisamente tutto diventa pacifico: le armonie del mio cuore si sono accordate
perfettamente con le armonie del cuore di Dio, trovando così la vera gioia, trovando il canto del mio cuore che da sempre cercavo!
Questo è il momento in cui - circa a metà del primo movimento - il pianoforte, quasi stremato dalla lotta tra la sua volontà e quella di Dio, si abbandona fiduciosamente al tema propostogli dall’orchestra, entrando così a far parte dell’incantevole armonia creata dal suo Signore.
Questo passaggio lo si percepisce chiaramente quando il pianoforte inizia a suonare in perfetto accordo con l’orchestra, seguendo lo stesso tema propostogli.
 
Finalmente qui l’uomo si abbandona alla volontà di Dio ed inizia a suonare all’unisono con il suo creatore!
In questo passaggio l’uomo diventa ciò che è, umile strumento di Dio per poter realizzare al meglio la sinfonia della propria esistenza.
È in questa intimità che si riconosce la misericordia di Dio e si impara a vivere cuore a cuore con Lui.
Solo da qui, ovvero dall’incontro d’amore autentico con Cristo, si può partire per costruire il fondamento solido della propria vita, quella “casa sulla roccia” (cfr. Mt 7, 24) che mai può crollare!
Infatti il primo movimento di questo grandioso Piano concerto termina con un dialogo virtuosistico tra il pianoforte e l’orchestra che ormai si trovano in una sintonia perfetta, quasi a significare che solo con il Signore si potranno realizzare grandi cose perché sarà Lui a realizzarle nella nostra vita.
E a noi cosa spetta fare in questo immenso disegno sinfonico in cui Dio ci coinvolge?
Semplicemente riflettere i miracoli d’amore che Dio ogni giorno compie in noi e per noi.
A noi spetta solo danzare di gioia davanti al suo volto!

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