Pagine

4 gennaio 2016

E' la Bibbia o il Corano?

Due ragazzi olandesi hanno fatto un piccolo esperimento. Armati di telecamera e di una Bibbia "mascherata" con una copertina del Corano, hanno intervistato i passanti, leggendo delle frasi "shock" dall'Antico e dal Nuovo Testamento e chiedendo agli intervistati cosa ne pensassero. Potete immaginare (e vedere qui sotto) le reazioni di sorpresa quando hanno scoperto che il libro in questione non era il famigerato Corano, ma la Bibbia stessa.



Il piccolo esperimento olandese ci insegna alcune cose:

1) Alcune persone (almeno in Olanda) non hanno mai sfogliato un Corano. E nemmeno una Bibbia. Le differenze tipografiche tra i due libri sono talmente macroscopiche da renderli inconfondibili anche solo a un primo sguardo, senza bisogno di mettersi a leggere.

2) Ogni testo, in quanto testo, è soggetto all'interpretazione del lettore. Ciò vale per un articolo di giornale o di una rivista scientifica, per un romanzo storico e per un manuale di filosofia, per una rubrica liturgica e per le istruzioni dei mobili dell'Ikea.

Per testi scritti diversi secoli fa, come il Corano e la Bibbia, l'interpretazione non è quasi mai opera facile o scontata: ci sfuggono il contesto, il genere letterario, a volte il significato stesso delle parole. Inoltre il testo va preso nella sua interezza e, certamente, estrapolarne brevi frasi non è il modo giusto per comprendere. Se non si hanno ben presenti dei criteri di interpretazione si rischia di non capire quello che si legge e di fare una brutta figura, come capita ai molti che hanno letto Il Quinto Evangelo non cogliendone l'ironia e l'intento parodistico.

3) Nessuno può obbligare il lettore ad adottare i criteri che ritiene più giusti. Diverse letture di uno stesso testo sono possibili (anche se non tutte necessariamente fedeli al significato inteso dall'autore). Sorgono così i conflitti delle interpretazioni. Attualmente siamo testimoni di un cruentissimo conflitto interpretativo tra "letteralisti" (fondamentalisti) e "razionalisti" (i famosi moderati), che sta lacerando l'Islam.

Nemmeno la cristianità è stata ed è aliena a questi conflitti, non sempre pacifici. Basti ricordare il dibattito tra creazionisti ed evoluzionisti. O, per tornare indietro nel tempo, le lotte sulla natura di Cristo o la Trinità.

4) Nel video vengono letti alcuni passi biblici. I due autori non sembrano molto ferrati in Sacre Scritture, tant'è vero che per trovare alcuni versetti shock sono costretti a ricorrere a taglia e incolla e a traduzioni avventurose. Se chiedevano a me, avrei suggerito loro qualcosa di più sconvolgente e, soprattutto, corretto.

In particolare vengono citati dall'Antico Testamento: Deuteronomio 28 (Se non obbedirai alla voce del Signore... mangerai il frutto delle tue viscere); Deuteronomio 25 (tu le taglierai la mano); (Levitico 18,22 (Non ti coricherai con un altro uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole) e dal Nuovo Testamento La prima lettera a Timoteo (Non permetto alla donna di insegnare).

Rispetto all'Antico Testamento i cristiani se la possono cavare agilmente: fin dagli inizi (cioè dalla predicazione di Cristo stesso) lo si è interpretato in chiave allegorica e spirituale. La lettera di molti comandamenti veterotestamentari non vale più, perché in Cristo ci è stata data una Legge Nuova. Vale la pena specificare che in Deuteronomio 28 c'è un elenco di maledizioni e non un codice penale. Il senso è che se non si segue la via indicata da Dio non si sarà felici, ma si incorrerà in una lunga serie di terribili sciagure. Inoltre il passo del Levitico non contempla la pena di morte per due uomini che dormono insieme, ma dice che è una cosa abominevole (oggetto di orrore e/o pratica idolatrica).

Per il Nuovo Testamento, in ambito cattolico, aiuta soprattutto una regola: la tradizione, ovvero il modo in cui ha letto e continua a leggere il testo sacro la comunità di fedeli che lo ha prodotto.

In riferimento Timoteo bisognerebbe ricordare che si tratta di norme pratiche che l'autore dà a Timoteo e che riguardano probabilmente un contesto liturgico. Molte di queste norme non valgono più (il copricapo per le donne, i capelli corti per gli uomini) e probabilmente non sono valsi mai per tutta la Chiesa. Oggi molte donne insegnano teologia e catechismo e c'è un crescente numero di "dottoresse della Chiesa", che va da Ildegarda di Bingen a Edith Stein, passando per Caterina da Siena e Teresa di Lisieux. Quello che rimane è l'esclusiva maschile per il sacerdozio.

5) L'ermeneutica coranica, pur differente da quella cristiana, è altrettanto complessa. Ridurre la complessità dell'Islam (dicendo ad esempio: il Corano prescrive proprio così e non si può interpretare altrimenti) alla lunga danneggia anche i cristiani. Finirà, infatti, che non si coglieranno più le differenze e che tutte le religioni saranno considerate uguali: stupide, oppressive, retrograde.


Nessun commento:

Posta un commento